Dopo un avvio di stagione caratterizzato da diverse incertezze, il Milan di Rubén Amorim sta progressivamente trovando una propria identità di gioco. Nelle prime giornate di campionato, il tecnico portoghese ha puntato sulla difesa a tre, ma i risultati, soprattutto in termini di prestazioni, sono stati altalenanti: alle convincenti vittorie contro Torino e Venezia, arrivate nelle prime due giornate, sono seguite le prime difficoltà, emerse soprattutto nel pareggio contro la Juventus, nel primo tempo della sfida con la Lazio e nella pesante sconfitta contro il Benfica in Europa League. Proprio a partire dalla partita contro il Lecce, disputata dopo la disfatta europea, il Milan scende per la prima volta in campo con un assetto diverso dal consueto 3421 utilizzato fino a quel momento. Amorim opta infatti per un 4231, schierando Gila ed Estupiñán sulle corsie difensive. La scelta si rivela subito vincente: arriva una vittoria per 3-0, accompagnata da una prestazione decisamente convincente, soprattutto sotto il profilo difensivo. L’idea alla base del nuovo sistema è quella di mantenere uno dei due terzini più bloccato in fase di costruzione, con il compito di garantire maggiore copertura — in questo caso Gila — lasciando invece maggiore libertà di spinta e inserimento al terzino sinistro.

Le difficoltà mostrate da Estupiñán e la visione di Bartesaghi come esterno alto, espressa dallo stesso Amorim alla luce delle sue caratteristiche offensive, hanno favorito l’inserimento di Sankhoun Diawara nelle rotazioni rossonere. Viene schierato per la prima volta da titolare nella trasferta di Udine, dove ricopre il ruolo di terzino sinistro. In quella stessa partita è proprio Bartesaghi, impiegato come esterno sinistro, a distinguersi tra i migliori in campo del Milan. Diawara, dal canto suo, dimostra fin da subito grande affidabilità in fase difensiva, anche grazie alla sua formazione originaria da difensore centrale. Ma il giovane francese non ha intenzione di fermarsi qui. Una settimana più tardi, Amorim gli rinnova la fiducia in un appuntamento tutt’altro che banale: il derby contro l’Inter. Anche in questa occasione Diawara offre una prestazione attenta e diligente, contribuendo alla vittoria rossonera per 3-1.

Diawara nasce a Parigi nel 2006 da genitori senegalesi e cresce nel settore giovanile del Troyes, con cui esordisce in prima squadra nel 2024. È però nella stagione successiva che riesce a mettersi maggiormente in luce, disputando un ottimo girone di ritorno in Ligue 2 e contribuendo alla promozione del club in Ligue 1. Il Milan lo acquista per 3 milioni di euro, ma l’idea iniziale è quella di aggregarlo al Milan Futuro per permettergli di maturare esperienza. Amorim, tuttavia, lo ritiene già pronto dal punto di vista fisico e individua in lui una valida alternativa per il reparto difensivo, decidendo così di inserirlo fin da subito in prima squadra. Anche la scelta del numero di maglia, il 13, racconta qualcosa delle sue ambizioni: tra i suoi modelli c’è infatti Alessandro Nesta, storico difensore rossonero. Ora che Diawara ha avuto la possibilità di mettersi in mostra, difficilmente rimarrà soltanto una seconda scelta: il giovane francese potrebbe ritagliarsi un ruolo sempre più importante all’interno della formazione rossonera.